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I bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2010

I bilanci delle famiglie italiane

nell’anno 2010

Indagini campionarie

I BILANCI DELLE FAMIGLIE ITALIANE:
I PRINCIPALI RISULTATI SUL 2010
Nel 2010 il reddito familiare medio annuo, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è risultato pari a 32.714 euro, 2.726 euro al mese. Il reddito equivalente, una misura
che tiene conto della dimensione e della composizione del nucleo familiare, si è attestato sui
18.914 mila euro per individuo, un valore inferiore, in termini reali, dello 0,6 per cento a
quello osservato con l’indagine sul 2008. La disuguaglianza del reddito equivalente, misurata
in base all’indice di Gini, è pari a 0,33, invariata rispetto alla scorsa indagine.
 Il reddito da lavoro dipendente ricevuto in media da ciascun percettore è risultato pari a 16.559 euro, pressoché lo stesso livello in termini reali rispetto al 2008 (-0,3 per cento). Quello da lavoro indipendente è risultato di 20.202 euro, con una diminuzione del 2,3 per cento. Il reddito da trasferimenti è stato di 10.672 euro, in calo del 3,4 per cento.
Nel 2010 gli individui nati all’estero e residenti in Italia rappresentavano il 7,7 per cento della popolazione, 0,7 punti percentuali in più rispetto al 2008. Quelli privi di cittadinanza italiana (circa due terzi del totale) si concentrano al Centro-Nord, con un’elevata quota di giovani e di partecipanti al mercato del lavoro (il 50,8 per cento è in condizione professionale, contro il
36,8 degli italiani).
La quota di individui poveri, convenzionalmente identificati da un reddito equivalente inferiore alla metà della mediana, è risultata pari al 14,4 per cento, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2008. Tale quota supera il 40 per cento tra i cittadini stranieri.
Nel 2010 il 29,8 per cento delle famiglie reputava le proprie entrate insufficienti a coprire le spese, il 10,5 per cento le reputava più che sufficienti, mentre il restante 59,7 per cento
segnalava una situazione intermedia. Rispetto alle precedenti rilevazioni emerge una tendenza
all’aumento dei giudizi di difficoltà.
 La ricchezza familiare netta, data dalla somma delle attività reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e delle attività finanziarie (depositi, titoli di Stato, azioni, ecc.) al netto delle passività finanziarie (mutui e altri debiti), presenta un valore mediano di 163.875 euro. Il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede il 45,9 per cento della ricchezza netta familiare totale (44,3 per cento nel 2008). La concentrazione della ricchezza, misurata in base all’indice
di Gini, è risultata pari a 0,62, in lieve aumento rispetto alla precedente rilevazione del 2008 (0,61).
La percentuale di famiglie indebitate è pari al 27,7 per cento. L’indebitamento, come in passato, risulta più diffuso tra le famiglie a reddito medio-alto, con capofamiglia di età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio. Le passività sono costituite in larga parte da mutui per l’acquisto e per la ristrutturazione di immobili.
Il debito residuo per le famiglie che usufruiscono di almeno un finanziamento corrisponde in
media a poco più di un’annualità di reddito; il valore sale a quasi due annualità considerando le
sole famiglie con mutui per l’acquisto di immobili. L’incidenza mediana della rata annuale complessiva per il rimborso dei prestiti sul reddito familiare è del 12,4 per cento.
La vulnerabilità finanziaria, convenzionalmente identificata da una rata per il rimborso dei prestiti superiore al 30 per cento del reddito, riguarda l’11,1 per cento dei nuclei indebitati e si concentra presso le famiglie con entrate modeste. Il fenomeno appare stabile rispetto al passato.

b.italiaconsumifamiglie2010



MANOVRA MONTI LIBERALIZZAZIONI
25 gennaio 2012, 22:04
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MANOVRA MONTI

LIBERALIZZAZIONI

il testo definitivo del Decreto Legge (fonte presidenza del Consiglio)

manovraliberalizzazion

 

il testo disponibile sul sole 24 ore il 22-01-2012

PRIMA PARTE
- RELAZIONE
- Analisi economiche e confronti con i Paesi Ue

CAPO I – NORME GENERALI SULLE LIBERALIZZAZIONI
- Art. 1 – Liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese
- Art. 2 – Tribunale delle imprese
- Art. 3 – Accesso dei giovani alla costituzione di società a responsabilità limitata
- Art. 4 – Norme a tutela e promozione della concorrenza nelle Regioni e negli Enti locali

CAPO II – TUTELA DEI CONSUMATORI
- Art. 5 – Tutela amministrativa contro le clausole vessatorie
- Art. 6 – Norme per rendere efficace l’azione di classe
- Art. 7 – Tutela delle microimprese da pratiche commerciali ingannevoli e aggressive
- Art. 8 – Contenuto delle carte di servizio

CAPO III – SERVIZI PROFESSIONALI
- Art. 9 – Disposizioni sulle professioni regolamentate
- Art. 10 – Estensione ai liberi professionisti della possibilità di partecipare al patrimonio dei confidi
- Art. 11 – Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica, accesso alla titolarità delle farmacie e disciplina della somministrazione dei farmaci generici
- Art. 12 – Incremento del numero dei notai e concorrenza nei distretti

CAPO IV – DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENERGIA
- Art. 13 – Misure per la riduzione del prezzo del gas naturale per i clienti vulnerabili
- Art. 14 – Misure per ridurre i costi di approvvigionamento di gas naturale per le imprese
- Art. 15 – Disposizioni in materia di separazione proprietaria
- Art. 16 – Sviluppo di risorse energetiche e minerarie nazionali strategiche
- Art. 17 – Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
- Art. 18 – Liberalizzazione della distribuzione dei carburanti
- Art. 19 – Liberalizzazione degli impianti completamente automatizzati fuori dei centri abitati
- Art. 20 – Miglioramento delle informazioni al consumatore sui prezzi dei carburanti
- Art 21 – Fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti
- Art. 22 – Disposizioni per accrescere la sicurezza, l’efficienza e la concorrenza nel mercato dell’energia elettrica
- Art. 23 – Disposizioni per accrescere la trasparenza sui mercati dell’energia elettrica e del gas
- Art. 24 – Semplificazione delle procedure per l’approvazione del piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale
- Art. 25 – Accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari

CAPO V – SERVIZI PUBBLICI LOCALI
- Art. 26 – Promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali
- Art. 27 – Obblighi informativi dei concessionari e affidatari nei servizi pubblici locali

CAPO VI – SERVIZI BANCARI E ASSICURATIVI
- Art. 28 – Promozione della concorrenza in materia di conto corrente o di conto di pagamento di base
- Art. 29 – Assicurazioni connesse all’erogazione di mutui immobiliari
- Art. 30 – Efficienza produttiva del risarcimento diretto e risarcimento in forma specificai
- Art. 31 – Repressione delle frodi
- Art. 32 – Contrasto della contraffazione dei contrassegni relativi ai contratti di assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore su strada
- Art. 33 – Ispezione del veicolo, scatola nera, attestato dì rischio, liquidazione dei danni
- Art. 34 – Sanzioni per frodi nell’attestazione delle invalidità derivanti da incidenti
- Art. 35 – Obbligo di confronto delle tariffe r.c. auto

CAPO VII – TRASPORTI
- Art. 36 -Regolazione indipendente in materia di trasporti
- Art. 37 – Misure per il trasporto ferroviario

CAPO VIII – ALTRE LIBERALIZZAZIONI
- Art. 38 – Liberalizzazione delle pertinenze delle strade
- Art. 39 – Liberalizzazione del sistema di vendita della stampa quotidiana e periodica e disposizioni in materia di diritti connessi al diritto d’autore
- Art. 40 – Misure in favore della concorrenza nella gestione degli Imballaggi e dei rifiuti di imballaggio e per mantenere un elevato livello di tutela dell’ambiente e dei consumatori
- Art. 41 – Disposizioni in materia di carta di identità e in materia di anagrafe della popolazione residente all’estero e l’attribuzione del Codice fiscale ai cittadini iscritti

TITOLO II – INFRASTRUTTURE

CAPO I – MISURE PER LO SVILUPPO INFRASTRUTTURALE

- Art. 42 – Emissioni di obbligazioni da parte delle società di progetto – project bond
- Art. 43 – Alleggerimento e integrazione della disciplina del promotore per le infrastrutture strategiche
- Art. 44 – Project fìnancing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie
- Art. 45 – Contratto di disponibilità
- Art. 46 – Documentazione a corredo del Pef per le opere di interesse strategico
- Art. 47 – Disposizioni attuative del dialogo competitivo
- Art. 48 – Riduzione importo «opere d’arte» per i grandi edifici – modifiche alla legge n. 717/1949
- Art. 49 – Norme in materia di dragaggi
- Art. 50 – Regime utilizzo delle terre e rocce da scavo

il testo in bozza uscito dal consiglio dei ministri del 20-01-2012

bozza-liberalizzazioni

comunicato stampa liberalizzazioni

comunicatostampamanovraliberalizzazioni

precedente manovra salva italia

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/12/06/decreto-legge-monti/



IRPET-TOSCANA RAPPORTO 2011 SUL MERCATO DEL LAVORO

RAPPORTO 2011

SUL MERCATO DEL LAVORO

TOSCANO

toscanaRapporto mercato del lavoro 2011

irpetscilionePPT MdLtoscana2011 2011



LA POVERTA’ NEI PAESI DEL G20

La crescita iniqua del G20

esclude i più poveri

In Sri Lanka Oxfam Italia sostiene 2000 contadini. Oxfam Italia
(scaricato da www.oxfamitalia.org*

*Oxfam Italia

Oxfam è una delle più importanti confederazioni internazionali nel mondo specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo, composta da  14 organizzazioni di Paesi diversi che collaborano con 3.000 partner locali in oltre 99 paesi per individuare soluzioni durature alla povertà e all’ingiustizia. Oxfam Italia, che ha aderito nel 2010 alla confederazione internazionale Oxfam, nasce dall’esperienza di Ucodep, organizzazione non governativa italiana da oltre 30 anni impegnata con passione e professionalità per migliorare le condizioni di vita di migliaia di persone povere nel mondo e dare loro il potere e l’energia di costruirsi un proprio futuro, di controllare e orientare la propria vita, di esercitare i propri diritti.

Crediamo infatti che la più grande risorsa del nostro pianeta sia l’energia umana. Ed è questa energia che cerchiamo, liberiamo e sosteniamo. Per trasformarla in cibo, salute, acqua, istruzione, diritti concreti e dignità della persona.

Lavoriamo direttamente in 20 paesi del mondo per contribuire a garantire mezzi di vita sostenibili, il diritto all’acqua, la salute e l’istruzione, il rispetto dei diritti umani nelle crisi umanitarie, il diritto alla partecipazione, all’ascolto e la solidarietà.

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Al ritorno dai campi

Dal 1990 la disuguaglianza è aumentata in 14 dei 18 paesi del G20, mentre la crescita economica continua a escludere i più poveri: lo rivela un nuovo rapporto di Oxfam, Dimenticati dal G20? pubblicato oggi in occasione dell’incontro dei ministri delle finanze in Messico. (qui il sommario in italiano)


Concentrandosi sugli obiettivi di crescita economica globale, governi e politici dei paesi G20 hanno trascurato totalmente i bisogni dei loro cittadini più disagiati. Con il risultato che la forbice di reddito tra ricchi e poveri si è ulteriormente allargata, e che i costi della crescita economica, come il degrado dell’ambiente, sono sulle spalle dei meno abbienti.


Il movimento che va sotto il nome di Occupy e che ha manifestato in più di 80 paesi in tutto il mondo ha posto al centro della protesta la rabbia per la palese disuguaglianza: l’1% della popolazione mondiale detiene infatti una fetta sproporzionata della torta economica. Gli esperti del Forum Economico Mondiale ritengono la forte disuguaglianza nella distribuzione del reddito una delle più gravi minacce che il mondo dovrà affrontare.


Lo studio di Oxfam dimostra che la disuguaglianza è aumentata in modo più veloce in Russia, Cina, Giappone e Sudafrica nel periodo 1990-2010 e che più di un milione di persone saranno ridotte in povertà in Sudafrica nel prossimo decennio,  a meno che non vengano prese misure adeguate. La disuguaglianza è aumentata anche in paesi ricchi come Canada, Regno Unito e Germania.
La Corea del sud è l’unico paese industrializzato che è riuscito a ridurre le disuguaglianze negli ultimi venti anni, mentre tra le economie emergenti, solo Brasile, Argentina e Messico hanno iniziato un percorso che deve essere proseguito.
Il rapporto verrà consegnato al Presidente messicano nel corso del Forum Economico Mondiale di Davos la settimana prossima. Quest’anno il Messico ha la presidenza del G20.


L’alta marea della crescita economia non tiene necessariamente a galla tutte le barche – spiega Caroline Pearce, coautrice del rapporto: alcune vanno a fondo. Il nostro studio dimostra chiaramente che la crescita economica non beneficia affatto le fasce più povere. Se il G20 vuole affrontare il problema deve adottare politiche di sostegno al reddito dei più poveri e trovare forme di protezione dalle conseguenze del degrado dell’ambiente”.
Il 50% dei poveri del mondo vive nei paesi del G20, che sono quindi cruciali per la lotta contro la povertà. Il rapporto dimostra che ridurre le disuguaglianze è sensato non solo da un punto di vista etico, ma anche economico. Mentre in passato la crescente ineguaglianza era vista come inevitabile conseguenza del progresso economico, Oxfam evidenzia al contrario che è un vero e proprio freno alla crescita.
In Brasile dal 1999 al 2009, quasi 12 milioni di persone sono uscite dalla povertà assoluta (meno di 1,25 dollari al giorno) portando la proporzione di persone che vivono in povertà da circa uno su nove a meno di uno su 25, grazie alla crescita economica e a redditi più omogenei. Ridurre le disuguaglianze a un ritmo simile nel prossimo decennio ridurrebbe la povertà di un ulteriore 80%.
“Il diverso destino dei poveri in Sudafrica e Brasile – due paesi con tassi di crescita simile – mostrano il ruolo cruciale giocato dai governi nel ridurre la povertà e le disuguaglianze”, spiega la Pierce.


Il rapporto elenca cinque politiche chiave, da adottare ai contesti nazionali, che i governi possono adottare per ridurre le disparità: trasferimenti redistributivi; accesso universale alle cure e all’istruzione; tassazione progressiva; rimozione delle barriere a uguali diritti e opportunità per le donne; riforma delle politiche agrarie.

SINTESI IN ITALIANO

Dimenticati-dal-G20-sommario-IT



Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo
Giunto alla quarta edizione, “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.

Il prodotto arricchisce l’ampia e articolata produzione dell’Istat attraverso la proposta di indicatori, aggiornati e puntuali, che spaziano dall’economia alla cultura, al mercato del lavoro, alle condizioni economiche delle famiglie, alle infrastrutture, alla finanza pubblica, all’ambiente, alle tecnologie e all’innovazione.

Gli indicatori, raccolti in 119 schede e distribuiti su 19 settori di interesse, si possono consultare in modo interattivo per settori e per singole schede, scaricare su un foglio elettronico, approfondire con i link presenti in ogni pagina.

http://noi-italia.istat.it/

 



CGIL CISL UIL PER IL LAVORO (Piattaforma unitaria)

SEGRETERIE CGIL CISL UIL

NAZIONALI

Roma, 17 gennaio 2012

Per il lavoro, per la crescita, per

l’equità sociale e fiscale

DEF_documentoCGIL_CISL_UIL_Seg_unitarie

 



PD:Per l’occupazione giovanile e femminile

Per l’occupazione giovanile

e femminile

Contributo del Pd al confronto tra forze sociali e governo sul tema del lavoro

di Stefano Fassina,  ,  pubblicato il 12 gennaio 2012 , 807 letture
stefano fassina  stefano fassina
In coerenza con le proposte approvate dall’Assemblea Nazionale del Pd del maggio 2010 e dalla Conferenza per il lavoro di Giugno 2011.
Il cambiamento della politica macroeconomica nell’area euro per uno sviluppo sostenibile è condizione necessaria per aumentare l’occupazione e contrastare la precarietà, in particolare giovanile e femminile. A complemento di tale strategia, in Italia si possono prevedere alcuni interventi specifici per il mercato del lavoro:
• la definizione di un contratto per l’ingresso dei giovani e per il reingresso dei lavoratori e delle lavoratrici deboli al lavoro stabile (sostituisce il “contratto di apprendistato professionalizzante”, il “contratto di apprendistato di alta qualificazione” ed il “contrato di inserimento”). Uno strumento di inserimento e reinserimento formativo caratterizzato da durata da 6 mesi a tre anni definita dalla contrattazione collettiva, livello contributivo inferiore a quanto in vigore per i “contratti atipici”, retribuzione crescente fino ai livelli delle qualifiche corrispondenti previsti nel contratto collettivo nazionale di riferimento, agevolazioni contributive per il triennio successivo alla trasformazione in contratto a tempo indeterminato secondo le regole vigenti (incluso art. 18 dello Statuto dei Lavoratori). Durante la fase iniziale, il licenziamento prevede una compensazione monetaria crescente in riferimento alla durata del rapporto di lavoro;
• la drastica riduzione delle forme contrattuali precarie (contratto di collaborazione coordinata e continuativa, contratto a progetto limitato alle alte qualifiche, associazione in partecipazione, rapporti a partita Iva in mono-committenza o a committenza prevalente, ecc), la limitazione per ogni impresa dell’utilizzo dei contratti a tempo determinato (in riferimento a quote e causali) e l’eliminazione dei vantaggi di costo delle forme contrattuali flessibili residue;
• nel quadro di una complessiva riforma degli ammortizzatori sociali, ad esempio secondo le linee della legge delega del 2007 condivisa da tutte le parti sociali, un’indennità di disoccupazione universale e tutele fondamentali (malattia, infortunio, ferie, congedi parentali, sostegno ai carichi familiari) ridefinite ed estese a tutte le tipologie di lavoro, dipendente, autonomo;
• una retribuzione o compenso minimo orario, determinato in relazione ai minimi dei contratti nazionali di riferimento per i rapporti di lavoro fuori dal contratto nazionale;
• in particolare, per l’occupazione femminile, il potenziamento dei servizi pubblici per conciliare lavoro e maternità ed un significativo aumento della detrazione fiscale per le mamme che lavorano; il ripristino delle norme di contrasto alle “dimissioni in bianco” e l’universalizzazione dell’indennità di maternità.
• Le politiche attive per il lavoro e la riforma dei servizi per l’impiego, al fine di costruire sinergie tra intervento pubblico e privato profit e non profit, e della formazione professionale e della formazione continua.
• la defiscalizzazione per i primi tre anni di attività delle imprese avviate da giovani.
• la regolazione e la remunerazione degli stage.
• La riforma del processo del lavoro.
• l’introduzione di uno Statuto per i lavoratori autonomi ed i professionisti.

(Intervento introduttivo di Stefano Fassina alla riunione del Foru, Pd sul lavoro da www.partitodemocratico.it )

Alcuni interventi nel forum

Pietro Ichino » SUL LAVORO STIAMO ATTENTI A NON RISCHIARE L’ISOLAMENTO »

MARIUCCI_ CRITICA DELLA PROPOSTA DEL PD SUL “CONTRATTO PREVALENTE” »

materiale di documentazione (precedenti a questo dibattito)

proposta-nerozzi

proposta-ichino

proposta-di-legge-su-stage-e-tirocini

proposta-damiano-madia

proposta-damiano

conferenza sul lavoro del pd 2010

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/06/10/conferenza-per-il-lavoro-del-pd/

piattaforma programmatica del pd 2010-2011

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/03/25/piattaforma-programmatica-del-pd/



RAPPORTO IRPET SUL SEL AREA LIVORNESE (Livorno-Collesalvetti)

Il SEL livornese

nella attuale crisi economica

2011: il consolidamento della

ripresa

o l’attesa di una eventuale ricaduta?

irpetlivornodicembre2011



ANNUARIO STATISTICO ISTAT 2011
18 dicembre 2011, 22:38
Filed under: DATI-STATISTICHE, MERCATO DEL LAVORO ITALIA | Tag: , ,

Annuario statistico italiano 2011

Diffuso il: 16 dicembre 2011


Da 130 anni l’Annuario statistico italiano, la più importante fra le pubblicazioni a carattere generale dell’Istat, offre un ritratto sintetico e aggiornato del Paese, a testimonianza dell’ampiezza del patrimonio della statistica pubblica.

Schede metodologiche sulle singole fonti statistiche, glossario, bibliografia e indice analitico sono gli strumenti offerti per rispondere al meglio alle esigenze informative e di approfondimento degli utilizzatori.

I dati pubblicati nei 26 capitoli, generalmente riferiti al 2010 e disaggregati a livello regionale, sono accompagnati da un confronto sintetico con i quattro anni precedenti.

Per rendere più facile la consultazione del volume composto da circa 850 pagine, ciascun capitolo è preceduto da commenti a carattere esplicativo che ne agevolano la comprensione anche a un pubblico di “non specialisti”.

http://www3.istat.it/dati/catalogo/20111216_00/

annuario istat 2011 cap9lavoro

 



UNA STRATEGIA “GLOCALISTA” PER I SERVIZI LOCALI PER L’IMPIEGO E PER CONTRIBUIRE ALL’EQUITÀ SOCIALE

UNA STRATEGIA “GLOCALISTA”

PER I SERVIZI LOCALI PER

L’IMPIEGO

E PER CONTRIBUIRE

ALL’EQUITÀ SOCIALE

di paolo borghi livorno 25/01/2011

x http://borghinolivorno.wordpress.com/

Il punto da cui si puo’ partire, e per certi versi si deve partire, per cercare di contrastare la costante destrutturazione di un sistema di governo e intervento politico – sociale sul mercato dei lavori, è quello di salvaguardare le “funzioni pubbliche” locali – regionali –  nazionali sul mercato dei lavori e nel settore delle politiche attive del lavoro.

Sono politiche centrate sulle politiche di scenario e di contesto e sui servizi per l’impiego locali e sono politiche su cui conviene puntare a vario titolo e funzione in ragione della necessità e di un ruolo di riequilibrio  degli stessi mercati e di garanzia di inclusività sugli stessi dei soggetti piu’ deboli.

Dobbiamo misurarci in questo salvataggio (vista l’aria che tira di salvataggio vero e proprio dobbiamo parlare!) delle politiche di governo e intervento politico-sociale sul mercato dei lavori  con la necessità di fare i conti con le dinamiche naturali del mercato del lavoro, cioè con quelle dinamiche che specialmente in tempi di crisi sono piu’ selettive e avverse proprio all’inserimento occupazionale dei piu’ deboli e che si sommano ad un contesto  di mercato sempre piu’ aperto (ai migranti, ai pendolari, alla mobilità sociale, alla competizione tra gruppi e individui).

(continua)

UNA STRATEGIAGLOCALISTAPER I SERVIZIPERL’IMPIEGO

altri contributi sulla riforma dei centri impiego nella categoria “IL COLLOCAMENTO POSSIBILE” in questo blog.

http://borghinolivorno.wordpress.com/category/il-collocamento-possibile/



COMUNE DI LIVORNO GOVERNARE IL CAMBIAMENTO

Firmato il “Piano comunale di Sviluppo Economico 2011-2014”

3 maggio 2011: firma del  “Piano comunale di Sviluppo Economico 2011-2014”, sottoscritto da Comune di Livorno e associazioni di categoria e sindacali

il documento, che è stato sottoscritto dal Comune e da 15 tra associazioni datoriali, di categoria e sindacali, delinea obiettivi di breve e lungo periodo per lo sviluppo della città

Livorno, 3 maggio 2011.  Primo risultato del tavolo di Sviluppo Livorno: è stato sottoscritto oggi a Palazzo comunale il “Piano comunale di Sviluppo Economico 2011-2014”, un documento che, partendo da un’analisi dell’economia livornese, delinea obiettivi di breve e lungo periodo. Quattro gli assi per lo sviluppo: semplificazione amministrativa, giovani formazione lavoro, reti di imprese e internazionalizzazione, innovazione e trasferimento tecnologico. Quattro linee di azione basate sulle aree strategiche di sviluppo locale già individuate in Economia del Mare, Economia Green, Manifatturiero, ICT-High Tech, quest’ultimo quale file rouge che attraversa e unisce le altre aree.
Il Piano è stato firmato, oltre che dal sindaco Alessandro Cosimi, da rappresentanti di API Livorno, Cgil, Cisl, Uil, CIA Livorno, CNA, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio Livorno, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Impresafutura, Legacooperative, ovvero dai componenti del Tavolo Sviluppo Livorno.
“Il contesto economico mondiale con cui si confronta Livorno – ha dichiarato il Sindaco – è assai complesso e vive una situazione di crisi. I deboli segnali di ripresa che si intravedono ci richiedono innovazione, competenze, produttività e qualità. Per fare ciò è necessario amministrare il presente per costruire il futuro, e con questo Piano lo facciamo attivando tutti gli attori economici e sociali del territorio, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ciascuno”.
Come si ricorderà, il Tavolo Sviluppo Livorno – coordinato dall’assessore Darya Majidi – è stato costituito nell’ottobre scorso su indicazione del Sindaco Cosimi, ed è il luogo dove l’Amministrazione insieme alle associazioni datoriali ed alle organizzazioni sindacali si confrontano per condividere le strategie di sviluppo e affrontare i temi inerenti il lavoro. I componenti del tavolo, che hanno contribuito in modo sostanziale alla formulazione del Piano di sviluppo,  operano in stretta connessione con il Tavolo Innovazione, attivo dal dicembre 2009 che, anche grazie alla presenza di esperti economici di fama internazionale, formula le direttrici di sviluppo innovativo.
Il Tavolo Sviluppo Livorno ha due obiettivi principali, da un parte costruire le sinergie necessarie per rendere più dinamici i tanti progetti già definiti e che dovranno essere realizzati a breve termine; dall’altra agire per la costruzione della “Livorno che verrà” secondo i quattro assi definiti nel documento.
“I dati riguardanti la disoccupazione giovanile sono la nostra emergenza”, ha sottolineato l’assessore Darya Majidi in occasione della firma del Piano. “Ancora più gravi i dati riguardanti i ragazzi che si sono allontanati sia dallo studio sia dalla ricerca del lavoro. Con questi impegni e con il progetto regionale “Giovani sì”, che mette a disposizione del territorio toscano 334 milioni di euro, speriamo di offrire strumenti e risorse concreti per dare una risposta alla creazione di un lavoro di qualità”.

(da http://www.comune.livorno.it)

Piano Comunale Sviluppo

Economico

2011-2014

COMUNE DI LIVORNO

“Governare il cambiamento”

(2^ edizione definitiva maggio 2011)

PianoComuSvilEconomico_FINALE

Comune di Livorno Governare il Cambiamento” Piano Comunale Sviluppo Economico 2011-2014 (1^ edizione provvisoria 7 dicembre 2010) COMUNELIVORNOGOVERNAREILCAMBIAMENTOO 1.2

vedi anche

Tavolo Innovazione comune di livorno (libro bianco)

http://borghinolivorno.wordpress.com/2010/07/30/tavolo-innovazione-comune-di-livorno-libro-bianco/

LA GREEN ECONOMY A LIVORNO

 

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/02/08/la-green-economy-a-livorno/

documenti e contributi del pd livornese sulle prospettive della città

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/04/05/rimettere-in-movimento-questa-citta%E2%80%99/

per gli scenari economici e occupazionali dell’area livornese

vedi anche

la ricerca sulla forza lavoro per l’area livornese

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/04/22/indagine-campionaria-sulle-forze-di-lavoro-nel-sistema-economico-locale-dell%E2%80%99area-livornese/

e per un quadro d’insieme la ricerca irpet sulla stessa area livornese

http://borghinolivorno.wordpress.com/2010/12/16/rapporto-irpet-2010-sulleconomia-dellarea-livornese/

(da qui si possono linkare anche dati e documenti sugli gli scenari economici e occupazionali della provincia di livorno)

per gli scenari di prospettiva della Toscana si veda:

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/01/12/irpet-economia-toscana-consuntivo-2010-e-previsioni-2011-13/

per gli scenari di riferimento nazionali si veda

Noi Italia.

100 statistiche

per capire il Paese in cui viviamo

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/01/19/noi-italia-100-statistiche-per-capire-il-paese-in-cui-viviamo/



Occupati e disoccupati (medie 2010)

Occupati e disoccupati (medie 2010 Italia, Regioni, Province)

Comunicato stampa
Periodo di riferimento: Media 2010
Diffuso il: 01 aprile 2011


Nella media del 2010 l’occupazione si è ridotta dello 0,7% (-153.000 unità) rispetto all’anno precedente. La flessione è dovuta eslusivamente alla componente maschile (-1,1%, pari a -155.000 unità in confronto al 2009).

Tra il 2009 e il 2010 l’occupazione italiana cala di 336.000 unità, con un tasso di occupazione in discesa dal 56,9% al 56,3%. L’occupazione straniera aumenta di 183.000 unità, ma il tasso di occupazione scende dal 64,5% al 63,1% (dal 77,7% al 76,2% per gli uomini e dal 52,1% al 50,9 % per le donne).

Il tasso di occupazione complessivo si attesta al 56,9% (era pari al 57,5% nel 2009). A livello territoriale, alla riduzione dell’indicatore nel Nord e nel Centro si accompagna la nuova significativa flessione nel Mezzogiorno.

Altri dati della media 2010 sono disponibili all’indirizzo dati.istat.it.

http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20110401_00/

altri dati in

Rilevazione sulle forze di lavoro (2010)

Periodo di riferimento: Media 2010
Diffuso il: 22 aprile 2011


I dati contenuti nelle tavole sono ottenuti come media dei risultati trimestrali del 2010. La presentazione dei dati è organizzata in capitoli omogenei rispetto alla condizione professionale: ciò significa che ai dati sulla popolazione seguono quelli sulle forze di lavoro, sugli occupati, sulle persone in cerca di occupazione e sulle non forze di lavoro.

I livelli e gli indicatori relativi a ciascuna condizione sono disaggregati secondo le principali caratteristiche sociodemografiche (sesso, età, titolo di studio) e territoriali. Le tavole, inoltre, riportano informazioni sulle caratteristiche dell’occupazione (settore di attività economica, posizione professionale, professione, carattere dell’occupazione, orario di lavoro), della disoccupazione (precedenti esperienze lavorative, durata della disoccupazione) e dell’inattività (tipologia e motivo dell’inattività). Segue un capitolo contenente informazioni relative alla frequenza di attività di istruzione e/o di formazione professionale disaggregate per alcune caratteristiche sociodemografiche.

La serie di tavole si chiude con il capitolo contenente alcune informazioni familiari, che riguardano da un lato i livelli di presenza delle famiglie sul mercato del lavoro secondo la tipologia familiare, dall’altro tavole riferite ai coniugi/conviventi e, infine, i tassi di attività, occupazione e disoccupazione secondo la condizione individuale all’interno del nucleo familiare.
In seguito alla ristrutturazione dell’indagine a partire dal 2004, i dati contenuti in queste tavole non sono confrontabili con quelli di media annua pubblicati antecedentemente al 2004.

si vedano le tavole analitiche per popolazione, occupati, disoccupati, inattivi,  indicatori provinciali (nazionali, regionali, provinciali)

http://www.istat.it/dati/dataset/20110422_00/



RIMETTERE IN MOVIMENTO QUESTA CITTA’!

RIMETTERE IN MOVIMENTO QUESTA CITTA’!

PD Rimettere in movimento la città

di paolo borghi – responsabile economia&welfare Unione Comunale PD Livorno

*intervento sul documento

LA CITTA’ FUTURA – LIVORNO 2010-2030: PER UNA NUOVA FASE DELLO SVILUPPO (PD COMUNE DI LIVORNO 28/03/2011)

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/04/04/la-citta-futura-livorno-2010-2030/

per altre riflessioni e interventi sulla politica locale

http://borghinolivorno.wordpress.com/category/appunti/

per altre riflessioni sul mercato del lavoro locale si possono selezionare documenti e interventi

http://borghinolivorno.wordpress.com/category/mercato-del-lavoro-area-vasta/

 



FARE LA DIFFERENZA A FAVORE DEI GIOVANI!

FARE LA DIFFERENZA

A FAVORE DEI GIOVANI!

*nota sulla disoccupazione giovanile di paolo borghi – responsabile economia&welfare Unione Comunale PD Livorno – 25/04/2011

Emozione e buoni sentimenti, e la consapevolezza delle difficoltà di una intera generazione rispetto alla precedente, si intrecciano dopo la “morte da disoccupazione” di Gabriele, ingegnere in cassa integrazione a Livorno, e dopo le notizie sulla disoccupazione giovanile in Toscana che trova a Livorno la punta massima.

Se il vero tema è come rimettere in movimento lo sviluppo e l’occupazione e la qualità dello stesso sviluppo e della stessa occupazione (in questo momento quantitativamente a saldo negativo ma anche a forte deterioramento qualitativo), contemporaneamente non possiamo richiedere ai giovani semplicemente di adattarsi o di sognare, ne’ possiamo consolarli riconoscendo gli errori della generazione dei loro padri (per altro quella mitica…del ’68 e paraggi) o semplicemente affibbiando ai mostri della globalizzazione e della  precarietà il peso di ineguaglianze e ingiustizie il cui rimedio sta negli assetti interni della nostra società (per altro sempre piu’ abituata a fare finta di nulla rispetto a bisogni e attese che meritano tutele sociali, in nome del credo che ognuno deve fare per se’).

linkare per il testo integrale

paolo borghi fare la differenza a favore dei giovani

sempre sulla situazione dell’area livornese si veda

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/04/05/rimettere-in-movimento-questa-citta%E2%80%99/

e sul mercato del lavoro pisa-livorno-lucca si veda, in questo blog la categoria

http://borghinolivorno.wordpress.com/category/mercato-del-lavoro-area-vasta/

sui giovani, in questo blog, la categoria giovani e lavoro

http://borghinolivorno.wordpress.com/category/giovani-e-lavoro/



Il lavoro dopo la crisi UNA RIPRESA PRECARIA

Il lavoro dopo la crisi

UNA RIPRESA PRECARIA

di Antonio Misiani

Tra il 2008 e il 2009 l’Italia ha sofferto la peggiore recessione del dopoguerra: il Prodotto interno
lordo è crollato (-6,5%) e la crisi, in un lasso di tempo relativamente breve, si è trasmessa al
mercato del lavoro provocando una netta riduzione dell’occupazione e un forte aumento delle
persone in cerca di occupazione.
Nel secondo semestre 2009 è iniziata una lenta ripresa, che nel 2010 ha portato ad un aumento del
PIL pari a +1,3%. Il modesto recupero dell’economia non ha finora prodotto effetti positivi sul
mondo del lavoro: secondo i dati ISTAT nel 2010 è proseguita la contrazione degli occupati, la
disoccupazione è ulteriormente aumentata sfondando il livello dei 2 milioni di unità mentre lo
scoraggiamento delle persone in età di lavoro e l’utilizzo della cassa integrazione guadagni hanno
toccato livelli molto elevati, portando l’insieme di disoccupati, scoraggiati e lavoratori in CIG
(disoccupazione “allargata”) oltre i 3,9 milioni con un tasso del 15%, in forte crescita rispetto al
2007.
La crisi ha colpito con particolare durezza i giovani…(linkare per il testo integrale dell’articolo)

NENS Lavoro 2007-2010misiani



REGIONE TOSCANA PROGETTO GIOVANI

progetto

giovani

regione toscana

Il progetto illustrato dal presidente nel briefing di fine anno

Rossi: «Il 2011 sarà per noi l’anno dei giovani»

Contributi per la casa, stage e tirocini, servizio civile e credito

Enrico Rossi

Enrico Rossi
«Il 2011 sarà per la Regione Toscana l’anno dei giovani». Lo ha annunciato il presidente Enrico Rossi nel corso del briefing che conclude questa prima, intensa fase della nuova legislatura.Fase dedicata prevalentemente alla crisi, ai problemi del mondo del lavoro e dell’impresa, alla manovra finanziaria per far fronte ai pesanti tagli del governo, una manovra, ha detto Rossi, «di grandi riforme».«In Toscana – ha proseguito il presidente – ci sono 121.000 disoccupati, 70.000 dei quali sono giovani. Il 30% dei giovani tra i 30 e i 34 anni vivono ancora nella casa dei genitori. In 20.000 svolgono stage e tirocini senza alcuna remunerazione. Sono la parte della Toscana che soffre di più. Noi vogliamo aiutarli a prendere in man o la loro esistenza, la loro autonomia, a costruirsi un futuro. Non lo faremo da soli, chiederemo il contributo di tutti, banche e fondazioni, enti pubblici e istituzioni religiose, categorie economiche e sindacati. Il nostro è un progetto robusto, di livello europeo. La Toscana ha la forza per reagire alla crisi e se punterà sui giovani, che non sono un problema ma la risposta, si rimetterà a correre».

Complessivamente il Progetto giovani della Regione mette a disposizione delle varie linee di intervento 300 milioni di euro in tre anni, tra fondi nuovi e fondi rimodulati, il doppio di quanto previsto in precedenza. «Una concentrazione significativa – prosegue il presidente – tale da produrre effetti sensibili».

Casa
La prima partita è quella dell’aiuto all’affitto dell’abitazione, per la quale sono stanziati 45 milioni di euro. Il contributo sarà di 200 euro mensili su tre anni per l e coppie con figli, e di 150 euro mensili per le coppie senza figli, single e giovani in convivenza (studenti e lavoratori fuori sede). L’erogazione dei contributi partirà da luglio. Si passa quindi al sostegno all’acquisto della prima casa, che potrà contare su un fondo complessivo di 30 milioni di euro. L’idea è quella di stipulare un accordo con i costruttori, in modo che dopo un periodo di locazione massimo di 4 anni a canoni migliori di quelli di mercato il beneficiario possa avere la possibilità di trasformare l’affitto in acquisto a prezzo agevolato. In questo caso è previsto un contributo al costruttore che aderisce al progetto, pari a un massimo di 30mila euro in caso di acquisto al termine dei quattro anni di locazione. I giovani potranno anche contare su un contributo di € 150/200 al mese per i 4 anni di affitto a integrazione del canone di locazione

Stage, tirocini e Servizio civile
Si chiama «Dignità del giovane in formazione» la parte del progetto, di assoluta novità in campo nazionale, che assicurerà 400 euro mensili ai giovani diplomati e laureati impegnati in stage e tirocini. La Regione metterà a disposizione 33 milioni, sempre a partire da luglio. Dei 400 euro 150 saranno a carico della Regione e 250 a carico dell’impresa (massimo 12 mesi). A questo si aggiungerà un contributo di 6000 euro alle aziende per la loro assunzione. Il Servizio civile regionale sarà finanziato con 45 milioni nel triennio, per consentire a 3000 giovani di svolgere ogni anno questo impegnativo lavoro. Nel 2010 i giovani che hanno potuto usufruire di questo canale sono stati 700, ma le domande domande erano 2700.

Credito
Ancora, la rimodulazione dei fondi comunitari consente alla Regione di finanziare con 30 milioni di euro il sostegno dell’imprenditoria giovanile in agricoltura, con contributi e agevolazioni, così come verranno mantenuti i sostegni all’imprenditoria giovanile e ai giovani professionisti. All’interno di Fidi, la finanziaria regionale, nascerà una nuova branca, una sorta di Fidi Giovani, per sostenere coloro che hanno l’intenzione di avviare una attività imprenditoriale, anche non di alta innovazione. Sono previsti prestiti d’onore fino a 50.000 euro per i laureati che intendono frequentare master all’estero, e vengono confermate le borse di studio (ad oggi 11.000).

«Se non interveniamo per i nostri giovani ci giochiamo il futuro – ha concluso il presidente Rossi – rischiamo una pesante frattura generazionale e l’emarginazione di una parte importante della società. Non possiamo permetterlo e il Progetto Giovani ci aiuterà a scongiurare questo rischio».

(conferenza 28/12/2011)
linkare per il testo integrale aggiornato

progettogiovaniregionetoscana2011

 

per altri materiali su giovani e lavoro

http://borghinolivorno.wordpress.com/category/giovani-e-lavoro/

 

 



CONFERENZA PER IL LAVORO DEL PD – LIVORNO

DOCUMENTO DI BASE

PDCONFLAVORO2011persone_lavoro_democrazia

Relazione Introduttiva Fassina conflavpd

PER DARE VALORE AL LAVORO doc. ICHINO VELTRONI

Intervento Ichino Conf Lavoro PD

Documento conclusivo della Conferenza

 

 

DOCUMENTI SESSIONE TERRITORIALE LIVORNESE DELLA CONFERENZA

(attività di implementazione in progress)

Documento-Dipartimento-Lavoro

componentistica auto documento xPD

intervento giovanis.jacopoconflavoropd

vedi anche il convegno del gruppo pd alla provincia di livorno nel 2010

lacrisieilmercatodellavoro2010pdprovli

vedi anche

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/03/15/la-fiom-e-la-filctem-cgil-nella-crisi-economica-del-territorio-livornese/

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/04/05/rimettere-in-movimento-questa-citta%E2%80%99/

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/04/25/fare-la-differenza-a-favore-dei-giovani/

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/01/25/una-strategia-%E2%80%9Cglocalista%E2%80%9D-per-i-servizi-locali-per-l%E2%80%99impiego-e-per-contribuire-all%E2%80%99equita-sociale/

per un quadro degli scenari sull’area livornese e provinciale linkare e poi ulteriormente linkare

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/05/16/comune-di-livorno-governare-il-cambiamento/



La situazione economica della Toscana 2010 e previsioni 2011-2012

La situazione economica

della Toscana.

Consuntivo anno 2010.

Previsioni 2011-2012 Copertina – Cover La ripresa dell’economia mondiale del 2010 ha interessato il sistema produttivo toscano, ponendo fine alla più intensa recessione del dopoguerra. La crescita registrata nel 2010 è trainata dal settore manifatturiero, che aveva subito più intensamente gli effetti della crisi del 2008-2009. Ciò costituisce un segnale positivo sulla capacità di reazione del sistema economico, tuttavia tale ripresa appare ancora fragile e non generalizzata, presentandosi in maniera fortemente differenziata fra imprese e settori diversi, che si trovano in fasi cicliche anche molto distanti rispetto alla media generale. La debole crescita del 2010, combinata all’intensità della precedente crisi economica, ha inoltre continuato ad indebolire ulteriormente la capacità di assorbire e domandare lavoro da parte del sistema produttivo toscano, con ripercussioni negative sul mercato del lavoro regionale. Ora: 10,00 Luogo: Sala Convegni Villa la Quiete alle Montalve Via del Boldrone, 2 Firenze

Toscana2010Comunicato stampa

Toscana2010 irpetPaniccia

Toscana2010UnionCamerePerugi

Toscana2010IRPETUNIONCAMERERapporto completo



L’economia della Toscana (2010)

BANCA D’ITALIA

n. 10 – L’economia della Toscana

Rapporto annuale, giugno 2011

Sommario

Nel corso del 2010 l’attività economica in regione è tornata a crescere. Dopo il calo cumulato di oltre 5 punti percentuali nel biennio precedente, il PIL della Toscana, secondo le stime preliminari disponibili, sarebbe cresciuto nel 2010 a ritmi contenuti, non superiori a quelli del complesso del paese (1,3 per cento).

Il settore manifatturiero è stato caratterizzato da una ripresa dei livelli di produzione e delle vendite, che ha interessato in prevalenza le imprese più orientate all’export e quelle di maggiori dimensioni. Il recupero soltanto parziale del grado di utilizzo degli impianti e le incerte prospettive della domanda hanno tuttavia comportato un’ulteriore riduzione degli investimenti.

Nel 2010 le esportazioni delle imprese toscane sono cresciute in misura analoga rispetto all’Italia. Nei due principali comparti (sistema della moda e meccanica) le vendite all’estero rimangono ancora di circa un decimo inferiori ai livelli precedenti la crisi. Rispetto alla dinamica del commercio mondiale la contrazione delle esportazioni regionali nel biennio 2008-09 è stata più contenuta ma lo è stato anche il successivo recupero.

La recessione ha stimolato l’attività innovativa di una parte del sistema produttivo, specialmente delle imprese a maggiore apertura verso l’estero. Nel confronto con il dato italiano e, soprattutto, internazionale, la regione rimane ancora caratterizzata da livelli più contenuti di spesa complessiva privata per ricerca e sviluppo in rapporto al prodotto; la componente pubblica è invece allineata ai valori medi dei paesi Ocse e superiore a quella italiana.

La Toscana rimane contraddistinta dalla diffusa presenza di aree distrettuali, specializzate in settori del “made in Italy” e composte in larga misura da aziende di piccole dimensioni. Nell’ultimo decennio i risultati economici delle imprese distrettuali toscane sono stati in media peggiori sia rispetto al dato nazionale dei settori di specializzazione sia rispetto alle imprese toscane non distrettuali. Nello stesso periodo i distretti si sono ridimensionati in termini di occupati, fatturato ed esportazioni; così il peso dell’industria sul prodotto regionale è calato più intensamente che nella media italiana.

Il livello di attività nelle costruzioni è calato nel 2010 per il quarto anno consecutivo. Non sono emersi segnali di ripresa nelle opere pubbliche e nell’edilizia a uso produttivo e residenziale.
Nei servizi, che avevano risentito in misura più contenuta della crisi, si è assistito a un parziale recupero. A fronte di una ulteriore riduzione delle vendite del commercio al dettaglio, riflesso della debolezza della domanda interna, vi è stata una crescita piuttosto sostenuta nei trasporti e nel turismo internazionale. Tuttavia analisi di medio termine mostrano come la posizione competitiva del comparto turistico si sia deteriorata: la Toscana è stata solo parzialmente capace di cogliere la forte crescita mondiale del numero dei viaggiatori, ancor meno di quanto lo sia stato il complesso del paese. Nell’ultimo decennio l’offerta di strutture ricettive si è ampliata, in misura superiore a quanto abbia fatto la domanda, spostandosi verso una qualità più elevata.

Nonostante il recupero dell’attività produttiva, nei primi nove mesi del 2010 gli occupati in regione sono scesi; il calo si è concentrato nell’industria, tra i lavoratori a tempo indeterminato e tra i giovani, i più colpiti dalla crisi economica. Nello scorcio dell’anno la flessione si è arrestata e nei primi mesi del 2011 il ricorso agli ammortizzatori sociali è diminuito. Tra il 2004 e il 2010 la differenza tra i tassi di occupazione degli uomini e delle donne è stata pressoché costante, pari a circa venti punti percentuali, un livello analogo a quello del Centro Nord.

Nel corso del 2010 la dinamica dei finanziamenti è rimasta moderata, dopo un significativo rallentamento del credito per effetto della crisi; i prestiti hanno accelerato lievemente nei primi mesi del 2011. Rispetto al periodo precedente l’insorgere della crisi, le banche hanno prestato una maggiore attenzione alla rischiosità della clientela nello stabilire la quantità del credito concesso, il tasso di interesse e le garanzie richieste. Il premio per il rischio, dopo l’incremento intervenuto all’inizio della crisi, non è in media significativamente variato.

La domanda di prestiti da parte delle imprese è stata prevalentemente finalizzata alla ristrutturazione del debito e, seppure in misura più contenuta, al finanziamento del capitale circolante; quella delle famiglie ha riguardato in larga parte mutui, destinati anche a sostituire finanziamenti preesistenti. L’offerta è risultata meno restrittiva rispetto all’anno precedente. Si è ridotto il differenziale tra la crescita dei prestiti concessi dai primi cinque gruppi bancari nazionali e quella, più sostenuta, degli altri intermediari.

È proseguito il peggioramento della qualità dei crediti bancari. Per le imprese sono saliti il tasso di ingresso in sofferenza e l’incidenza delle altre partite deteriorate; è ancora in corso un diffuso processo di ristrutturazione del debito. Nel caso delle famiglie gli indicatori di qualità del credito sono rimasti invariati, anche per l’effetto degli interventi di sostegno adottati dalle banche e di ristrutturazioni e consolidamenti del debito.

Un ridotto grado di capitalizzazione rende le imprese fragili, in particolare nelle fasi di congiuntura avversa. Negli anni precedenti la crisi le aziende che si sono successivamente trovate in stato di difficoltà finanziaria si differenziavano da quelle rimaste puntuali nei pagamenti per un maggiore leverage; non risultavano invece sistematicamente diverse la dinamica del fatturato e la redditività operativa.

rapporto completo banca d’italia toscana 2010 (cliccare)

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UN ACCORDO CHE SALVA LA CONTRATTAZIONE!

UN ACCORDO CHE SALVA LA

CONTRATTAZIONE!

di paolo borghi – responsabile economia&welfare Unione Comunale PD Livorno

 

L’accordo sulla rappresentanza sindacale e la contrattazione sottoscritto tra CGIL-CISL-UIL e Confindustria è una decisione “pesante” in un mare agitato e in difficoltà come quello della concertazione e negoziazione sindacale, a partire innanzitutto dalla drammaticità della crisi che sta attraversando il paese e dall’incertezza dello sviluppo e delle tutele che le forze sociali sono chiamate a gestire.

Si è arrivati a questo accordo mentre il governo ha fatto per mesi il tifo per la rottura tra i sindacati; mentre si sono visti fin troppi accordi “prendere o lasciare” senza margini di negoziazione; mentre CISL e UIL hanno praticato la strada di accordi separati in ragione di impostazioni diverse da una CGIL che spesso si è trovata fuori dai tavoli negoziali. (linkare piu’ sotto per il testo integrale)

Un accordo che salva la contrattazione

pubblicato su IL TIRRENO Cronaca di Livorno il 3/07/201

una replica di vittorio vittori, responsabile lavoro sel livorno

vittorireplicaaccordo28o6intborghi

 

il commento di federico mirabelli (PD territoriale Livorno) all’accordo

commentomirabelli

 

testo dell’accordo e commenti

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/07/02/accordo-interconfederale-sulla-rappresentanza-sindacacale-28062011/

 



COLLOCAMENTO: RIFORME APPARENTI E RIFORME DA FARE.

COLLOCAMENTO:

RIFORME APPARENTI E

RIFORME DA FARE.

di Paolo Borghi – Unione Comunale PD Livorno – Economia e Welfare

Occorre scavare in questa finanziaria per capire cosa realmente è previsto e cosa puo’ accaderci, ma anche per capire cosa è possibile fare di diverso.

Tra le molte riforme a costo zero nella finanziaria (il che non vuol dire utili di per se’ e tantomeno gratuite per i cittadini), ritroviamo (art.29) una ennesima riforma del collocamento…………….

(pubblicato su IL TIRRENO il 9/07/2011)

per versione integrale linkare

PDcollocamentoRiforme apparenti e riforme da fare

altri contributi sul blog relativi alla riforma del collocamento

http://borghinolivorno.wordpress.com/category/il-collocamento-possibile/



Testo Unico dell’apprendistato

Testo Unico dell’apprendistato

il testo iniziale proposto dal governo

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/05/04/testo-unico-dell%E2%80%99apprendistato/

Riforma dell’apprendistato
Siglata l’intesa con le Parti Sociali

Ieri, 11 luglio 2011, presso la sede di via Flavia del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stata siglata l’intesa con le Parti Sociali sul testo unico sull’apprendistato, già concordato in sede di Conferenza Stato-Regioni lo scorso 7 luglio.

“La riforma dell’apprendistato – ha commentato il Ministro Maurizio Sacconi – dopo l’intesa tra Governo e Regioni, ha compiuto un altro decisivo passo avanti attraverso l’intesa con le parti sociali. Ora le commissioni parlamentari daranno il loro parere e infine il Consiglio dei Ministri, sentite un’ultima volta le parti sociali, varerà il testo definitivo. L’auspicio è che con la ripresa autunnale il nuovo apprendistato diventi operativo rappresentando il modo tipico di ingresso nel mercato del lavoro sulla base dell’integrazione tra apprendimento e lavoro”.

Art. 1
Definizione
1. L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla
formazione e alla occupazione dei giovani.
2. Il contratto di apprendistato è definito secondo le seguenti tipologie:a) apprendistato per
la qualifica professionale;b) apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere;c)
apprendistato di alta formazione e ricerca………………..

20110711_Testo_unico_apprendistato

(concordato con le forze sociali e con la conferenza stato-regioni)

il parere della cgil nel corso delle trattative

20110622_resoconto_incontro_su_apprendistato

nota del ministero del lavoro del 28.07.2011

NotaApprendistatominlavoro_28luglio2011

DECRETO LEGISLATIVO: Testo unico dell’apprendistato, a norma dell’articolo 1, comma 30, della legge 24 dicembre 2007, n. 247.

il testo adottato dal consiglio dei ministri il 28-07-2011

schemaTU_apprendistato28072011

 

un documento della cgil sulla contrattazione dell’apprendistato

CGIL – DOCUMENTOAPPRENDISTATO NOV-DIC2011

per le tematiche giovani e lavoro, in questo blog si veda

http://borghinolivorno.wordpress.com/category/giovani-e-lavoro/



La povertà in Italia (istat 2010)

La povertà in Italia (istat  2010)

Periodo di riferimento: Anno 2010
Diffuso il: 15 luglio 2011
Prossimo comunicato: 15 luglio 2012


La povertà risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2009: l’11,0% delle famiglie è relativamente povero e il 4,6% lo è in termini assoluti.

La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 992,46 euro, circa 9 euro in più rispetto alla soglia del 2009 (+1%).

La povertà relativa aumenta tra le famiglie di 5 o più componenti (dal 24,9% al 29,9%), tra quelle con membri aggregati (dal 18,2% al 23%) e di monogenitori (dall’11,8% al 14,1%). La condizione delle famiglie con membri aggregati peggiora anche rispetto alla povertà assoluta (dal 6,6% al 10,4%).

Nel Mezzogiorno l’incidenza di povertà relativa cresce dal 36,7% del 2009 al 47,3% del 2010 tra le famiglie con tre o più figli minori.
La povertà relativa aumenta tra le famiglie con persona di riferimento lavoratore autonomo (dal 6,2% al 7,8%) o con un titolo di studio medio-alto (dal 4,8% al 5,6%), a seguito del peggioramento osservato nel Mezzogiorno (dal 14,3% al 19,2% e dal 10,7% al 13,9% rispettivamente), dove l’aumento più marcato si rileva per i lavoratori in proprio (dal 18,8% al 23,6%). Tra le famiglie con persona di riferimento diplomata o laureata aumenta anche la povertà assoluta (dall’1,7% al 2,1%).

Peggiora la condizione delle famiglie di ritirati dal lavoro in cui almeno un componente non ha mai lavorato e non cerca lavoro, si tratta essenzialmente di coppie di anziani con un solo reddito da pensione, la cui quota aumenta dal 13,7% al 17,1% per la povertà relativa e dal 3,7% al 6,2% per quella assoluta.

Migliora, nel Centro, la condizione di povertà relativa tra le famiglie con due o più anziani (dal 10,5% al 7,1%).

La povertà assoluta cala per le coppie con persona di riferimento sotto i 65 anni (dal 3,0% all’1,9%), a seguito di una maggiore presenza di coppie con due percettori di reddito.

http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/povita/20110715_00/

 

in questo blog per POVERTA e ESCLUSIONE segui questo link

http://borghinolivorno.wordpress.com/category/poverta-e-esclusione/



I consumi delle famiglie (ISTAT 2010)

I consumi delle famiglie (ISTAT 2010)

Periodo di riferimento: Anno 2010
Diffuso il: 05 luglio 2011
Prossimo comunicato: 05 luglio 2012


Nel 2010 la spesa media mensile per famiglia è pari, in valori correnti, a 2.453 euro, con una variazione rispetto all’anno precedente di +0,5%. Tenuto conto dell’errore campionario (0,6%) e della variazione del valore del fitto figurativo (+0,2%), la spesa risulta stabile in termini reali nonostante la dinamica inflazionistica (+1,5%).

Il valore mediano della spesa mensile per famiglia è pari a 2.040 euro (+1,0% rispetto al 2009) e conferma la stabilità osservata in termini di valore medio.

La spesa media in valori correnti per generi alimentari e bevande non mostra variazioni significative rispetto al 2009 (+1,2%) e si attesta a 467 euro mensili; in particolare, aumenta la spesa per carne, mentre continua a diminuire quella per oli e grassi.

La quota di spesa per alimentari e bevande rimane costante fra le famiglie del Nord e del Centro (16,5% nel Nord e 18,6% nel Centro), mentre aumenta nel Mezzogiorno, arrivando a rappresentare un quarto della spesa totale.

La spesa non alimentare, analogamente a quella alimentare, risulta stabile e pari a 1.987 euro mensili.

È in diminuzione rispetto al 2009 (caratterizzato da un inverno particolarmente rigido) la spesa per combustibili ed energia e quella per altri beni e servizi.

Continua ad aumentare il peso dell’abitazione sulla spesa media mensile, così come aumenta il peso di sanità e istruzione.

La Lombardia è la regione con la spesa media mensile più elevata (2.896 euro), seguita da Emilia-Romagna (2.885) e Veneto (2.876).
Fanalino di coda, ancora una volta, la Sicilia con una spesa media mensile (1.668) di oltre 1.000 euro inferiore a quella delle regioni con la spesa più elevata.

http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/consfam/20110705_00/



Donne e pari opportunità nel lavoro (regione Toscana -PP.OO)

copertina

Regione Toscana

Donne e pari opportunità nel lavoro.

La Consigliera di Parità, l’Assessorato alle Attività produttive, lavoro e formazione e l’Assessorato alle Pari opportunità e azioni positive della Regione Toscana organizzano un seminario di studio finalizzato a individuare linee di indirizzo comuni per abbattere gli ostacoli all’accesso delle donne al mondo del lavoro e favorire la loro permanenza nelle diverse fasi della vita.
Il dibattito prenderà spunto dalla presentazione delle due  ricerche:

Donne e pari opportunità nel lavoro. La realtà delle aziende medio grandi. 2008-2009
PPOORT2011DONNE_PARI_OPPORTconCOVER
La condizione economica e lavorativa delle donne. Rapporto .

PPOORT2011Condiz_femminile_con_cover

queste le sintesi

PPOORT2011_sintesi_cond_femm

PPOO2011RTsintesiDONNE_PARI_OPPORT



Il nuovo Piano Regolatore del Porto di Livorno

Il nuovo Piano

Regolatore del

Porto di Livorno

Il disegno del nuovo ambito portuale, la riorganizzazione delle
funzioni per migliorare l’efficienza e la produttività del porto e le
previsioni di un suo ampliamento a mare con la realizzazione della Piattaforma Europa

(proposta al Comitato Portuale del luglio 2011)

NuovoPRPproposta2011relazione

NPRPlivornozonizzazione

gli indirizzi del consiglio comunale per il prg del porto

indirizzo consiglio comunale prg porto livorno

la posizione dell’ass. spedimar di livorno (punti di forza e di debolezza del porto di livorno)

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/09/04/spedimar-punti-di-forza-e-di-debolezza-del-porto-di-livorno/

l’appello di un gruppo di imprenditori e operatori portuali (appello “Milani”)

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/09/15/appello-per-ilporto-di-livorno/

Strumento vigente Piano Operativo Triennale Portuale (2010)

http://www.porto.livorno.it/POT/POT2010-2012.pdf

il masterplain provinciale della logistica

http://www.provincia.livorno.it/download/Masterplan%20bassa.pdf

progetto di piano regionale per la logistica e la mobilità

http://www.regione.toscana.it/regione/multimedia/RT/documents/1206955406801_Progetto.pdf

L’OdG della Giunta Comunale sul Porto/Piano Regolatore Portuale

DOCUMENTOPORTOGiuntaComLIVORNO25102011

 

Il futuro del Porto di Livorno (documento del PD Unione Comunale Livorno)

 

La Direzione dell’Unione Comunale di Livorno, riunitasi mercoledì 23 novembre ha elaborato un documento sulle prospettive del Porto di Livorno.

Sono tre i pilastri fondamentali, si legge nel documento, sui quali aprire una discussione: la situazione della comunità portuale, la riorganizzazione per aree funzionali e le infrastrutture.

Il PD ritiene necessario un rapporto positivo che veda coinvolto il territorio e tutti i soggetti istituzionali economici, sindacali e politici. E’ fondamentale che – si legge nella nota – il Porto di Livorno diventi un nodo strategico per il sistema toscana attraverso un rapporto sinergico con i territori circostanti sotto la regia della Regione.

ilfuturodelportopdlivorno25112011

Commenti e altri materiali sul Porto di Livorno in questo blog

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/02/13/appuntiporto-di-livorno-le-sfide-e-le-opportunita%E2%80%99/

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/08/10/livorno-un-porto-regionale/



LIVORNO UN PORTO REGIONALE?

LIVORNO, UN PORTO REGIONALE?

 

nota di paolo borghi – Unione Comunale Pd Livorno Economia& Welfare

 

Poco da scherzare. Il porto di Livorno rischia di regredire a porto “Regionale” e per traffici “minori”, con la perdita della caratteristica internazionale che lo ha caratterizzato negli ultimi trenta anni.

Le cose che non vanno sono molte e si stanno velocemente sommando, con risultati diretti sullo stesso traffico portuale (Containers, Auto, spostamento di traffici, per altri versi Crociere). Le iniziative in corso (Frutta, Energia) non riusciranno a contenere l’emorragia di lavoro attuale. Non è ancora definito compiutamente l’assetto della area sud del porto (diporto, riparazioni, yacht).

Alla scarsità dei fondali (anche dopo gli escavi ancora da fare), alle aperture, orari, spazi di evoluzione  del porto insufficienti, ai servizi tecnici costosi, alle carenze infrastrutturali interne ed esterne a partire dalla rete ferroviaria, alle banchine sotto utilizzate e contemporaneamente alla difficoltà a rendere disponibili nuovi spazi (il caso crociere è eclatante), a tutto questo occorre aggiungere la distanza rispetto ai poli intermodali internazionali e nazionali; le difficoltà della Toscana a focalizzare il proprio importo-export sulla portualità della regione; la competizione tra porti nel bacino del mediterraneo e tra i porti dell’alto tirreno; l’assenza di grandi logisti in grado di superare le difficoltà degli operatori a banchina spesso stritolati da una competizione al ribasso (alcuni logistici ci hanno tra l’altro abbandonati!).(segue)

il testo completo

PD pborghi UN PORTO REGIONALE

 

sul nuovo Piano Regolatore del Porto di Livorno e sempre sul porto di livorno si veda anche

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/07/17/il-nuovo-piano-regolatore-del-porto-di-livorno/

e i diversi link di rimando presenti

 



LA MANOVRA DI AGOSTO (IL TESTO DEL DECRETO LEGGE DEL 12-08-2011 E LE SUCCESSIVE VERSIONI))

LA MANOVRA DI AGOSTO

(12-08-2011)

(IL TESTO DEL DECRETO LEGGE)

MANOVRAAGOSTODECRETOLEGGE12agosto.2011

la precedente manovra del governo (bozza)

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/07/04/la-manovra-del-governo-berlusconi-30062011/

la posizione del PD (14/08/2011)

PDpropostealternativeallamanovraagosto2011

la posizione della CGIL (14/08/2011)

http://www.rassegna.it/articoli/2011/08/14/77118/la-cgil-boccia-la-manov

un commento del centro studi nens sulla manovra

NENSAgosto2011Manovra estiva

PARTITO DEMOCRATICO 23/08/2011

L’Italia di domani. Per il rigore, l’equità e lo sviluppo sostenibile

Le critiche alla manovra e la sintesi delle proposte alternative nel decalogo PD

PD Propostealternativemamovra

la contromanovra della CGIL 23/08/2011

Contromanovra_CGIL23-08-2011

EMENDAMENTO GENERALE GOVERNO ALLA MANOVRA DEL 1^ SETTEMBRE

emendamento_governo_manovra1092011

un sintesi de il corriere della sera sulla nuova manovra

ilcorriere nuova manovra

il maxiemendamento del 7-settembre-2011

maxiemendamenteo070911

 

documento segreteria cisl 07/09/2011

 

MANOVRAdocumento cisl 7092011



LA DIREZIONE DELL”UNIONE COMUNALE DI LIVORNO SULLA SITUAZIONE AL COMUNE DI LIVORNO

 

LA DIREZIONE DELL”UNIONE COMUNALE DI LIVORNO SULLA SITUAZIONE AL COMUNE DI LIVORNO

 

La grave crisi finanziario- economica ha prodotto una catena interminabile di problemi che di fatto potrebbero stravolgere tutti i sistemi amministrativi ed organizzativi fino ad ora sperimentati nelle società civili.
In Italia, l’incapacità governativa di una maggioranza superficiale ed arrogante preoccupata solo di tutelare i privilegi di pochi, ha portato il Paese verso una situazione di instabilità e di emergenza tale da precludere qualsiasi possibilità di sviluppo. Le amministrazioni locali, quindi anche la nostra , hanno subito e continueranno a subire, tagli e riduzioni che ostacolano la realizzazione dei punti programmatici e rallentano le potenzialità di incremento.

Come Partito Democratico è nostra intenzione gestire il momento con quelle responsabilità e quel senso delle Istituzioni aprendo, in tempi ristretti, un dialogo costruttivo con il gruppo consiliare ed il Sindaco per individuare quelle che noi riteniamo essere le priorità per il governo della città. Da queste vogliamo ripartire per garantire la crescita di tutte quelle potenzialità strutturali, occupazionali e di sviluppo che sono proprie del nostro territorio e che possono valorizzare la città nel suo insieme inserendola in un contesto più ampio che vada al di là dei suoi confini geografici e politici.
Occorre operare in logiche di area vasta e ricercando intese e accordi funzionali con altre realtà, a partire dal complesso dell’area metropolitana Pisana e dal comune di Collesalvetti.

L’intera manovra urbanistica, varianti e Piano strutturale (è lo strumento di transizione che servirà a chiudere la legislatura), dovrà essere improntata proprio a queste priorità, a partire dalla urgente necessità di migliorare le condizioni di insediamento di nuovi investimenti e nuove attività sul nostro territorio. In ambito portuale in particolare occorre giungere a rapida definizione di strategie organizzative e di layout atte a favorire la crescita di nuove e rafforzate filiere logistiche, attivando ogni strumento a disposizione per migliorare da subito le condizioni di accesso e utilizzo degli stessi spazi portuali (oggi gravemente condizionati dal deterioramento dei fondali) e per migliorare gli accessi e le reti ferroviarie ad esso funzionali (a partire dal collegamento con l’alta capacità). Un contributo essenziale al rilancio dell’intera area potrà essere conseguito razionalizzando e ottimizzando l’intero complesso delle aziende partecipate dall’amministrazione comunale, anche in rapporto a nuovi processi di partecipazione di privati che si rendono necessari a fronte delle crescenti difficoltà finanziarie.

Una particolare attenzione andrà altresì posto nel sostegno ai cittadini in difficoltà (disoccupati, cassaintegrati e iscritti alle liste di mobilità, poveri ed emarginati) e nella garanzia di servizi di base relativi all’istruzione e al diritto allo studio, all’assistenza sociale, alle politiche abitative, alle politiche attive del lavoro, della sanità, al trasporto locale, con particolare riferimento ai cittadini più svantaggiati, riposizionando, ove necessario, priorità, obbiettivi e scelte, in relazione alla disponibilità di risorse sui bilanci 2012 e 2013.

Con metodo e trasparenza degli atti vogliamo dare continuità al nostro operato iniziato mesi fa con la preparazione della Conferenza di Programma. Tale Conferenza rappresenterà un punto di partenza che vedrà coinvolte tutte quelle forze politiche e sociali che avranno in comune l’ obiettivo di individuare le linee guida per la Livorno dei prossimi venti anni.

Come Partito mettiamo a disposizione del Sindaco e della città le nostre migliori energie e competenze per far fronte alla crescente emergenza che è determinata dalla crisi e dalle scelte del governo centrale verso le autorità locali, e siamo impegnati nella tenuta delle coalizioni di governo locale e nel dialogo con tutte le componenti politiche impegnate contro l’attuale coalizione governativa, a partire dalla elaborazione degli impegni e dei bilanci nella seconda fase degli attuali mandati amministrativi.

Direzione dell’Unione Comunale del PD di Livorno 2/09/2011



SPEDIMAR PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DEL PORTO DI LIVORNO

SPEDIMAR

Associazione tra le Imprese di

Spedizioni Marittime

Livorno

PUNTI DI FORZA

 PUNTI DI DEBOLEZZA

 DEL PORTO DI LIVORNO

(PER  GENTILE CONCESSIONE DELL’Ass. SPEDIMAR)

La SPEDIMAR presenta questo lavoro con l’intento di definire lo status quo del Porto di Livorno e di offrire degli spunti di riflessione per la risoluzione dei molti problemi, tenendo conto delle notevoli potenzialità del nostro scalo.

PORTO DI LIVORNO v.d.

Il «compito» per le vacanze è un dossier di quaranta pagine
Il Documento, oltre 40 pagine con relative schede, è stato predisposto con la base di uno studio di alcuni mesi e consegnato alla vigilia delle vacanze al presidente dell’Autorità portuale Giuliano Gallanti.

E’ firmato da Roberto Alberti, presidente di Spedimar – l’associazione degli spedizionieri – m a c’è dentro molta anche dell’esperienza del segretario storico della categoria Giorgio Zingoni. E comunque di tutti gli spedizionieri livornesi, in una sintesi di analisi vissute sui propri problemi di lavoro nel porto.

Lo steso titolo è sintetico e nello stesso tempo paradigmatico: «Punti di forza e di debolezza del porto di Livorno». Del documento i parlerà molto alla ripresa di settembre. Ma è interessante anticiparne alcuni contenuti.

Intanto una definizione significativa. Quella di «porto regionale»: che può sembrare riduttiva rispetto all’accezione genericamente rivendicata di «porto internazionale» (per i suoi storici collegamenti con oltre Atlantico, un tempo patrimonio primo di Livorno anche davanti a Genova e a La Spezia) ma trova giustificazione nell’essere «punto nodale della piattaforma logistica costiera toscana». L’area vasta di riferimento è appunto quella costiera ma si sottolinea che siamo a un’ora e meno da Firenze, Prato e Pistoia, aree di produzione e consumi importanti.

Da qui la richiesta di Spedimar: elaborare finalmente una pianificazione strategica che punti allo sviluppo dello scalo in un contesto di «sistema regionale».

Dopo aver ribadito che comunque esiste anche una vocazione internazionale del porto, legata alla posizione geografica e ai precedenti storici (particolare interesse è la possibilità di sviluppare traffici con il Midì francese e il Nord Africa), il documento sottolinea però la necessità di una filiera logistica più organizzata e specialmente di «svincolare la merce prima degli altri porti con la massima efficienza e i minori costi».Entrando nel dettaglio, il documento esamina poi l’inquadramento del porto nella visione logistica globalizzata. I suoi punti di forza sono la specializzazione per tipologia di merci, la collocazione sugli assi dei trasporti, la vicinanza di aeroporto e interporto, l’essere congeniale al sistema dei corridoi multimodali europei – in particolare il 1° e il 5°- «occorre però sposare ed ottimizzare – dice Spedimar – la filosofia delle Autostrade del mare»; il che significa non solo strutture e spazi specifici per gli accosti dei ro/ro, ma anche viabilità veloce, varchi veloci, sistemi di controllo veloci, e possibilmente una rete ferroviartia che entri in porto e funzioni. Sottinteso anche un punto molto dibattuto in questi giorni: quello che la legge contempla per l’autoproduzione dei vettori, e che sta creando scontri con il sindacato (sembra molto ascoltato dalla port Authority) sulle esigenza del terminal privato Sintermar.

UIn punto  di forza può essere indubbiamente quello di attirare nuovi armatori con chiarezza di normative sull’utilizzo del proprio personale al posto della «riserva» dei portuali. Specie in questi tempi, dove lo scontro fratricida tra porti vicini si è particolarmente accentuato.

(Fonte – La Nazione)

sempre sul porto di livorno

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/08/10/livorno-un-porto-regionale/

e

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/07/17/il-nuovo-piano-regolatore-del-porto-di-livorno/

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APPELLO PER ILPORTO DI LIVORNO
15 settembre 2011, 07:40
Filed under: MANIFESTI-PROGRAMMI, MERCATO DEL LAVORO AREA VASTA

Un grido d’allarme per il porto che muore

L’ex capo pilota Milani prende l’iniziativa e prova a scuotere le istituzioni: “Siamo stati abbandonati, bisogna intervenire subito”

da www.iltirreno.it – Livorno

LIVORNO. «Mi duole scriverlo, ma il porto versa in stato di abbandono». Lo dice Fiorenzo Milani, fino all’anno scorso capo dei piloti del porto, uno dei personaggi più conosciuti e stimati fra le banchine. E lo sottoscrivono una ventina di operatori portuali, in una lettera aperta scritta da Milani e indirizzata a ministri e istituzioni. Un «grido d’allarme» per quello che non è stato fatto in questi anni e che dovrà essere fatto per non ritrovarsi, tra qualche anno, senza il porto. Dai dragaggi ai bacini, una sorta di promemoria firmato dalla comunità portuale livornese ad uso del presidente dell’Authority Gallanti. Adesioni eccellenti, da Neri a Fremura, da Barbera ad Asti, da Roma ai rappresentanti dei principali armatori.

Ecco il testo della lettera indirizzata ai ministri Prestigiacomo e Matteoli, al presidente della Regione Rossi, al sindaco Cosimi, al presidente della Provincia Kutufà, al presidente dell’Autorità Portuale Gallanti e a quello della Camera di Commercio Nardi:

Appello PORTO LIVORNO settembre2011

sempre sul porto di livorno

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/08/10/livorno-un-porto-regionale/

e

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/07/17/il-nuovo-piano-regolatore-del-porto-di-livorno/

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PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA
1 ottobre 2011, 15:11
Filed under: MANIFESTI-PROGRAMMI | Tag: , , ,

PROGETTO DELLE IMPRESE PER L’ITALIA

L’Italia si trova davanti ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della
crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare
ineluttabilmente verso un declino economico e sociale.
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti ‐
Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali,
tutti gli italiani ‐ pochi punti essenziali di forte discontinuità.
E’ necessaria la maggiore coesione possibile, di tutte le risorse e di tutte le
intelligenze.
Da troppo tempo l’Italia non cresce.
Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività.
Da troppo tempo i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze.
Da troppo tempo il 95% dei contribuenti dichiara redditi inferiori a 50.000 euro.
Le ragioni di tutto questo sono molteplici e nessuno può ritenersi esente da
responsabilità.
Per l’ingente ammontare del suo debito pubblico, per la sua bassa crescita oramai
quindicennale, per i suoi alti tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale, il nostro
Paese da due mesi ha visto accrescere in maniera intollerabile il premio al rischio
sui titoli di stato. Il deprezzamento dei listini erode il valore degli asset nazionali e
del risparmio delle famiglie.
Oggi il tempo si è fatto brevissimo.
Ciò impone scelte immediate e coraggiose.
Diversamente, ben al di là dei nostri demeriti, il mercato continuerà a penalizzare i
nostri titoli pubblici con inevitabili conseguenze sia sulla tenuta dei conti dello Stato
che sul costo della raccolta delle banche e, di conseguenza, sui tassi applicati ai
finanziamenti alle imprese e alle famiglie.
Non si può assistere inerti a questa spirale. E’ in gioco più della credibilità del
Governo e della politica. Sono a rischio anni e anni di sacrifici. E’ a rischio la
possibilità di garantire ai nostri figli un Paese con diritti, benessere e possibilità pari
a quelli che abbiamo avuto fino ad oggi.
Parte delle cause dell’attuale, difficile, fase economica dipendono da fattori esterni.
Evidenti ritardi e incertezze della governance europea nel suo complesso hanno
contribuito a deteriorare uno scenario economico già particolarmente avverso.
Nello stesso tempo siamo fermamente convinti che tocchi all’Italia fare, sin da
subito, le scelte necessarie per riguadagnare il rispetto e il prestigio che il Paese
merita.
2
Occorre quindi produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di
generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito.
La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le prime
e non rinviabili misure per favorire e incentivare la crescita.
Le forze del lavoro e dell’impresa del nostro Paese, il risparmio delle famiglie, come
il successo dell’export italiano sui mercati mondiali anche in questi anni difficili,
rappresentano altrettanti punti di forza su cui costruire.
Siamo chiamati a cambiare passo e ad esprimere uno sforzo comune in grado di far
si che l’Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e
possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono
pronte a fare la loro parte.
È questa la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica
senza precedenti.
Salvare l’Italia non è uno slogan retorico.
Deve essere chiaro. Non intendiamo minimamente sostituirci ai compiti che
spettano al Governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare.
Avvertiamo però l’esigenza di non limitarci alle critiche, ma di indicare
all’attenzione di tutti alcuni punti assolutamente prioritari.
Chiediamo quindi di agire senza indugi.
La discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di
ulteriori approfondimenti.
La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con
un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese.
Le imprese lanciano questo progetto ben sapendo di non rappresentare che una
parte della società italiana.
È l’Italia intera che deve trovare la convinzione e l’energia per fare sin da subito le
scelte necessarie.
Per salvare oggi l’Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque
questioni prioritarie:
− Spesa pubblica e riforma delle pensioni
− Riforma fiscale
− Cessioni del patrimonio pubblico
− Liberalizzazioni e semplificazioni
− Infrastrutture ed energia

TESTO INTEGRALE:

Progettoimprenditori



Occupati e disoccupati (secondo trimestre 2011)

Occupati e disoccupati

Nel secondo trimestre 2011 il numero degli occupati cresce in termini tendenziali dello 0,4% (+87.000 unità). Il risultato è dovuto esclusivamente allo sviluppo dell’occupazione femminile.

Continua il calo dell’occupazione italiana (-81.000 unità), a fronte della stabilità al 56,6% del tasso di occupazione. L’occupazione straniera aumenta significativamente (+168.000 unità), ma il relativo tasso di occupazione, come nel biennio precedente, è ancora in discesa dal 63,6% del primo trimestre 2010 al 63,5%.

L’industria in senso stretto prosegue il moderato recupero avviatosi nel primo trimestre 2011, registrando un incremento tendenziale dell’1,1% (+50.000 unità), concentrato nelle imprese di mediograndi dimensioni. Il terziario registra un nuovo risultato positivo (+0,9%, pari a 133.000 unità), diffuso soprattutto nelle posizioni lavorative dipendenti.

Dopo il moderato aumento del trimestre precedente, gli occupati a tempo pieno tornano a
diminuire su base annua (-0,2%, pari a -32.000 unità); quelli a tempo parziale continuano ad aumentare (+3,4%, 119.000 unità), ma si tratta, ancora una volta, di part-time involontario.

In confronto al recente passato, la riduzione dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato è più contenuta (-0,1%, pari a -19.000 unità), mentre continua a crescere il numero dei dipendenti a termine (+6,8%, pari a 149.000 unità), in gran parte nell’industria in senso stretto.

Come già nel primo trimestre, il numero dei disoccupati registra una riduzione su base
tendenziale (-7%, pari a -146.000 unità). La discesa riguarda sia le donne sia, soprattutto, gli uomini ed è particolarmente rilevante nel Centro-Nord. D’altro canto, sale dal 48,1% del secondo trimestre 2010 al 52,9% del totale l’incidenza della disoccupazione di lunga durata.

Il tasso di disoccupazione è pari al 7,8% (era 8,3% nel secondo trimestre 2010); l’indicatore
diminuisce su base annua per gli uomini (-0,6 punti percentuali) e, in misura di poco inferiore, per le donne (-0,5 punti).

Il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni scende dal 27,9% del secondo trimestre 2010 al 27,4%, con un picco del 44% per le donne del Mezzogiorno.

Continua a crescere la popolazione inattiva. Il fenomeno interessa sia coloro che cercano lavoro non attivamente (+38.000 unità) e quelli che non cercano ma sono disponibili a lavorare (+17.000 unità), sia, e soprattutto, quanti non cercano e non sono disponibili a lavorare (+184.000 unità). Il tasso di inattività si porta al 37,9%, quattro decimi di punto in più rispetto a un anno prima.

L’aumento degli inattivi deriva dal ritorno alla crescita della componente italiana (+105.000 unità) e dal persistente incremento di quella straniera (+95.000 unità), in particolare femminile.

Dal I trimestre 2011 le serie in precedenza allegate al comunicato stampa sono disponibili nel data warehouse I.Stat all’indirizzo dati.istat.it, nelle sezioni “Lavoro” e “Istruzione e formazione”.

http://www.istat.it/it/archivio/40719



Toscana cambia passo! (l’illusione perduta)

 

Toscana cambia passo!
E’ il titolo del convegno organizzato da Confindustria Toscana
alla quale parteciperà il Direttore dell’IRPETStefano Casini Benvenuti con la relazione dal titolo

“L’illusione perduta”

Toscanacambiapasso_Relazione Casini Benvenuti

Per maggiori informazioni: http://www.confindustria.toscana.it



11-10-2011 (LEGHORN) A Scuola di ideaLi (una scuola di politica e partecipazione a Livorno)
11 ottobre 2011, 22:25
Filed under: DIARIO

A Scuola di ideaLi

PRESENTAZIONE
Crediamo che non esista una sana democrazia senza cittadini attivi e informati, e che ogni governo sia migliore se accompagnato da una cultura collettiva dell’impegno e della partecipazione alla vita pubblica. È per questi motivi che nasce la Scuola di ideaLi!
Occorre, infatti, mettere in rete energie diffuse, e cominciare a gettare i semi per costruire un percorso utile a migliorare la formazione di una nuova classe dirigente, così come a rifondare un nuovo senso di appartenenza alla comunità.
Il progetto della scuola di formazione, realizzato grazie al capitale di risorse organizzative e intellettuali aggregate intorno all’associazione ideaLi, può costituire uno strumento importante per promuovere i principi fondamentali della democrazia, analizzarne i pregi e le criticità, attraverso la testimonianza di alcuni dei protagonisti della vita culturale del nostro tempo.
La scuola di ideaLi, si rivolge a tutti coloro che sono interessati a sviluppare un concetto di cittadinanza attiva, di politica rivolta al bene comune. In particolar modo guardiamo ai giovani, che rappresentano il futuro di questo Paese, ed a quanti ritengono che attraverso la conoscenza si possa crescere ed operare meglio per la collettività.
Il metodo didattico privilegerà il dialogo diretto ed informale tra relatori e partecipanti, sfruttando anche spazi di dibattito e laboratori utili a calare nella nostra realtà le tematiche affrontate a lezione.
I partecipanti inoltre avranno la possibilità di coltivare i temi di loro maggiore interesse nei gruppi di lavoro permanenti, già attivi nell’associazione, con l’obiettivo di redigere relazioni o presentare progetti per lo sviluppo del nostro territorio.
Informazioni su costi, sedi,orari ed iscrizione al 1° semestre del corso
www.ideali.eu/formazione oppure info@ideali.eu

IL PROGRAMMA COMPLETO DEL 1^ SEMESTRE

AScuola_di_ideaLi_programma

PER SAPERNE DI PIU’ di IDEALI

http://ideali.eu/



Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale – documenti

CAMERA DEI DEPUTATI
Commissioni riunite
Finanze e Affari sociali
Disegno di legge C. n. 4566

Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale

http://borghinolivorno.files.wordpress.com/2011/07/bozza_di_delega_per_la_riforma_fiscale_e_assistenziale_30-06-doc.pdf

Audizione di
Maria Cecilia Guerra
Università di Modena e Reggio Emilia

Roma, 4 ottobre 2011

riformafiscaleassistenzialeaudizioneGUERRA 4.10.2011

CORTE DEI CONTI
SEZIONI RIUNITE IN SEDE DI CONTROLLO
Elementi per l’audizione sull’A.C. 4566
“Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”
(VI Commissione Finanze Camera dei deputati)
11 ottobre

cortedeicontiaudizioneriformafiscaleeassistenziale

Commissione
6a del Senato della Repubblica (Finanze e tesoro)
Audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva
sulla riforma fiscale e assistenziale (AC 4566)
Testimonianza di Vieri Ceriani e Daniele Franco
Banca d’Italia

audizionebancaditaliariformaassistenzialeefiscale

Audizione nell’ambito dell’esame
del disegno di legge C. 4566 recante
«Delega al Governo
per la riforma fiscale e assistenziale».
Osservazioni della
Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
18 ottobre 2011

FISH_audizione_delega_fiscale_assistenziale

 

documenti sulla manovra (luglio 2011) e testo della delega per la riforma fiscale e assistenziale

http://borghinolivorno.wordpress.com/2011/07/04/la-manovra-del-governo-berlusconi-30062011/



L’autonomia dei giovani: lo stato dell’arte in Toscana

OFFICINE FORMATIVE
Laboratori sperimentali di confronto su politiche di transizione e di autonomia rivolte ai giovani

Natalia FARAONI, Sabrina IOMMI e Alessandra PESCAROLO dell’IRPET interverranno nella sessione

L’autonomia dei giovani: lo stato dell’arte in Toscana

A partire dall’approfondimento delle misure promosse dalla Regione Toscana con il Progetto Giovanisì, l’intento è quello di analizzare gli aspetti più significativi sulla questione giovanile in Toscana e nel nostro paese per realizzare un percorso formativo, elaborativo e propositivo. Durante il percorso, che si avvarrà di contributi regionali e nazionali, ci si propone di sviluppare una riflessione comune, individuare linee di lavoro possibili a livello locale, discutere e sperimentare alcune modalità e ipotesi di intervento e costruire possibili contributi di miglioramento al progetto stesso.

 

GIOVANISiFaraoni

GIOVANI_CASAIOMMI



ItaliaLavoro Dati Giovani NEET 2010 (ITALIA E PROVINCE)

I giovani NEET in Italia – 2010

I NEET (Not in Employment, Education and Training) sono tutti i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione professionale. Nelle tabelle si riporta la distribuzione dei NEET in Italia per regione, genere, condizione professionale e livello di istruzione, ottenuta tramite l’elaborazione dei microdati RCFL Istat relativi alla Media 2010.
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I giovani NEET in Italia – 2010

I NEET (Not in Employment, Education and Training), secondo la definizione adottata dall’ISTAT, sono tutti i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione professionale, cioè giovani non più inseriti in alcun percorso scolastico/formativo, ma neanche impegnati in un’attività lavorativa. Tramite l’elaborazione dei microdati RCFL Istat relativi alla Media 2010 si può fornire un quadro generale del fenomeno analizzando i NEET per regione, genere, condizione professionale e livello di istruzione.
In Italia, nel 2010, i NEET sono pari a 2.110.208 unità: il 55,5% è di sesso femminile e il restante 44,5% di sesso maschile. Sul totale della popolazione di riferimento, cioè giovani tra i 15 e i 29 anni, l’incidenza dei NEET è pari al 22,1%. Disaggregando i dati per genere, tale incidenza arriva a toccare quota pari al 25% circa per quanto riguarda le femmine, a fronte di un 19% fatto registrare dalla componente maschile.
Al di sopra della media nazionale si collocano quasi tutte le regioni del Mezzogiorno, con la Campania, la Sicilia e la Calabria con valori superiori al 30%. I valori più bassi, invece, si registrano per le regioni del Centro e Nord del paese e nello specifico per Friuli Venezia Giulia (14,1%), Valle D’Aosta (14,1%) e Marche (14,7%). A livello provinciale, la dicotomia territoriale si conferma: i valori più bassi di NEET si registrano per province del Centro-Nord e in particolare per Bolzano (9,9%), Udine, Lecco, Firenze (11,4%) e Pesaro-Urbino (11,8%), mentre quelli più alti, corrispondenti a percentuali che vanno dal 38,5% al 36,2%, per Napoli, Caltanissetta, Palermo, Crotone, Brindisi e Foggia. Sebbene risulti evidente la disuguaglianza geografica rispetto alla presenza dei NEET, si rilevano alcune province del Centro-Nord Italia che presentano una quota leggermente superiore al 20%, quali Brescia, Livorno, Frosinone, Massa-Carrara e Viterbo.
I NEET, rispetto al mercato del lavoro, possono essere inattivi o persone in cerca di un’occupazione, visto che per definizione non sono occupati. A livello nazionale, emerge che più di sei NEET su dieci sono inattivi, mentre i restanti sono persone in cerca di lavoro. Osservando inoltre il genere, si evidenzia come il 43,1% dei maschi sia in cerca di lavoro, a fronte del 27,7% delle donne. Nel dettaglio regionale, le percentuali più alte di giovani inattivi si trovano in Calabria (76,3%) e Campania (74,5%), ma anche in Trentino Alto Agide (72,3%). Riguardo invece i giovani in cerca di lavoro i valori più alti corrispondono a Piemonte (49,1%), Sardegna (47%) e Lazio (45%).
Infine, analizzando i NEET per livello di istruzione, è evidente che i valori più elevati, in tutte le regioni, si registrano per i giovani in possesso di diploma di scuola superiore di 4-5 anni e per quelli in possesso di licenza media.


Big Bang 2011- Ecco le 100 idee uscite dalla Leopolda

Ecco le 100 idee uscite dalla Leopolda.

Ecco le idee e i pensieri discussi alla Leopolda divise per 5 macrotemi.

Ecco le 100 idee uscite dalla Leopolda



Rapporto sullo sviluppo umano 2011 (ONU)

Rapporto sullo sviluppo umano 2011

Sostenibilità ed equità: un futuro migliore per tutti

La grande sfida dello sviluppo del 21° secolo è salvaguardare il diritto delle generazioni attuali e future a vivere esistenze prospere e appaganti. Il Rapporto sullo Sviluppo umano 2011 offre nuovi importanti contributi al dialogo globale su questa sfida, mostrando come la sostenibilità sia inestricabilmente legata all’equità – a questioni di equità e giustizia sociale, oltre che a un più ampio accesso a una migliore qualità della vita.

Il Rapporto sostiene anche riforme che favoriscano equità e diano voce agli esclusi. Abbiamo una responsabilità collettiva nei confronti di quanti in tutto il mondo, oggi e in futuro, sono meno privilegiati di noi – per garantire che il presente non sia il nemico del futuro. Questo Rapporto può aiutarci a vedere la strada che abbiamo davanti.

SOMMARIO IN ITALIANO

Le previsioni suggeriscono che i continui insuccessi nel ridurre i gravi rischi ambientali e l’inasprirsi delle disuguaglianze sociali minaccia di rallentare decenni di forti progressi da parte della maggioranza dei poveri nel mondo – e persino invertire la tendenza alla convergenza globale di tutti i paesi verso lo sviluppo umano. Gli straordinari progressi in questa direzione non possono però continuare in assenza di audaci sviluppi globali per ridurre sia i rischi ambientali che la disuguaglianza. Questo Rapporto identifica strade per promuovere sostenibilità ambientale e giustizia – in modi che si rinforzano a vicenda – per le persone, le comunità locali, le nazioni e la comunità internazionale.

Nuove analisi mostrano come, a livello nazionale, sperequazioni nelle possibilità e disuguaglianze di genere siano legate a un accesso ridotto ad acqua potabile e impianti igienici adeguati, al degrado dei suoli e a morti causate dall’inquinamento atmosferico al chiuso e all’aperto, e che questi fattori amplifichino gli effetti associati alle differenze di reddito. Le disuguaglianze di genere a propria volta interagiscono con gli effetti ambientali e li aggravano. A livello globale le intese di potere spesso indeboliscono le voci dei paesi in via di sviluppo ed escludono i gruppi marginalizzati.

Ma ci sono alternative alla disuguaglianza e alla non sostenibilità. Investimenti che migliorano l’equità – per esempio, nell’accesso a energie rinnovabili, acqua e impianti fognari, e sanità riproduttiva – potrebbero far progredire tanto la sostenibilità quanto lo sviluppo umano. Una maggior responsabilità e processi democratici possono a propria volta portare a decisioni migliori. Approcci di successo si basano su gestione di comunità, istituzioni largamente inclusive e attenzione ai gruppi svantaggiati. Oltre gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, il mondo ha bisogno di un quadro per lo sviluppo che rifletta equità e sostenibilità. Questo Rapporto mostra che approcci che integrino l’equità in politiche e programmi di sviluppo e che mettano le persone in condizione di determinare il cambiamento nell’agone legale e politico hanno enormi potenzialità.

I finanziamenti necessari per lo sviluppo sono molto superiori all’attuale ammontare degli aiuti pubblici. La spesa odierna per fonti di energia a ridotte emissioni di Co2, per esempio, è inferiore al 2% persino di quelle che sono stime più basse sui bisogni futuri. I flussi di finanziamento debbono essere indirizzati verso le sfide critiche della non sostenibilità e della disuguaglianza. Anche se meccanismi di mercato e finanziamenti privati saranno cruciali, essi dovranno essere sostenuti e accresciuti da investimenti pubblici proattivi. Eliminare il deficit nei finanziamenti richiede un pensiero innovativo, che questo Rapporto fornisce.



L’economia della Toscana 2010

Economie regionali

L’economia della Toscana 2010

Aggiornamento congiunturale

bancad’italia2011toscana2010

Sommario

Nei primi sei mesi del 2011 è proseguito il lento recupero dei livelli di attività, che ha prodotto un aumento del numero di occupati in regione, sebbene sia stato ancora ampio l’utilizzo di ammortizzatori sociali. Nell’industria il miglioramento ha interessato in prevalenza le imprese più grandi e la domanda estera; le esportazioni in valore del sistema della moda sono tornate ai livelli precedenti la crisi finanziaria.

Tuttavia, l’attività di investimento è rimasta debole: i programmi per il 2011 sono stati frequentemente rivisti al ribasso e quelli per il prossimo anno saranno condizionati negativamente dalle recenti turbolenze dei mercati finanziari.

Nel comparto edile permane una situazione di difficoltà, con un diffuso calo del valore della produzione. Nei servizi un andamento sfavorevole delle vendite al dettaglio, indice di debolezza della domanda delle famiglie, si è associato a un aumento dei flussi turistici, in particolare nella componente estera.

Nel primo semestre la debole ripresa ciclica si è associata a una moderata crescita dei finanziamenti all’economia; nei mesi estivi i prestiti hanno rallentato. In un contesto di peggioramento della qualità del credito, marcato per le imprese, i tassi di interesse sono aumentati e le condizioni di offerta sono risultate più selettive. È proseguito il calo dei depositi bancari delle famiglie.




GIOVANI E LAVORO (MIN.LAVORO 2011)

I Giovani e il lavoro

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
SEGRETARIATO GENERALE
Ufficio di Statistica – Coordinamento delle attività del Ministero in
materia di flussi informativi e rilevazioni statistiche

QuadernoMdL3Igiovanieillavoro



PD UN PATTO PER LA RICOSTRUZIONE

DOCUMENTO POLITICO “UN PATTO PER LA RICOSTRUZIONE”

PDUn_patto_per_la_ricostruzione



I servizi alle persone senza dimora
15 novembre 2011, 22:12
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I servizi alle persone senza dimora

Anno 2011

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Toscana Notizie – Flash LAVORO n. 10/2011

Toscana Notizie – Flash LAVORO n. 10/2011

“Lieve recupero occupazionale

in un contesto ancora debole”

• Tenui segnali di ripresa dell’occupazione, occorre rafforzare le azioni a sostegno dei giovani
• L’occupazione – Occupazione in moderata ripresa, in un contesto di persistenze incertezza
• La disoccupazione – In calo moderato la disoccupazione, che però rimane su livelli elevati
• Gli avviamenti al lavoro – Più avviamenti, soprattutto per lavori a termine
• Gli ammortizzatori sociali – Calano su base annua le ore totali di CIG, ma aumenta la gestione straordinaria
• Appendice statistica
• Nota metodologica sulle fonti

Flash MdLTOSCANA10



Investire in conoscenza: giovani e cittadini, formazione e lavoro

XXX Congresso nazionale dell’AIMMF

Investire in conoscenza:

giovani e cittadini, formazione e

lavoro

Intervento di Ignazio Visco
Governatore della Banca d’Italia
Catania, 25 novembre 2011

 

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CENSIS – 45° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2011

45° Rapporto sulla situazione

sociale del Paese/2011

Cnel – Viale David Lubin, 2 – Roma

Giunto alla 45ª edizione il Rapporto Censis interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese in una difficile congiuntura. «Le Considerazioni generali» introducono il Rapporto sottolineando come la società italiana si è rivelata fragile, isolata, eterodiretta. Ma al di là del primato degli organismi apicali del potere finanziario, il passo lento del nostro sviluppo segue una solida traccia: valore dell’economia reale, lunga durata, relazionalità e rappresentanza. Nella seconda parte,«La società italiana al 2011», vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno: quel che resta del modello italiano, le cause del ristagno economico, come ridare forza al potenziale di crescita. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro e la rappresentanza, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, il governo pubblico, la sicurezza e la cittadinanza.

linkare i contenuti:

censis20111Le_Considerazioni_generali

censis20112La_società_italiana_al_2011

censis20113Processi_formativi_2011

censis20114Lavoro_professionalità_rappresentanze_2011

censis20115Il_sistema_di_welfare_2011

censis20116Territorio_e_reti_2011

censis20117I_soggetti_economici_dello_sviluppo_2011

censis20118Comunicazione_e_media_2011

censis20119Governo_pubblico_2011

censis201110Sicurezza_e_cittadinanza_2011



DECRETO LEGGE MONTI

DECRETO LEGGE MONTI

(cosidetto “SALVA ITALIA”)

testo

C_D_M_decreto_legge 4.12.2011_(decreto_salva_Italia)

relazione

dlmontirelazione

comunicato consiglio dei ministeri

Consiglio_ministri_20111204

DIREZIONE PROVINCIALE LAVORO MODENA ESTRATTI MANOVRA MONTI A VALORE LAVORISTICO

DPL Modena MANOVRA MONTI MATERIA LAVORO

elaborato ministero del lavoro e della previdenza sociale sulle pensioni

LeNuovePensioni

emendamenti alla manovra cgil cisl uil x audizione parlamentare

20111207_Documento_Unitario_su_Manovra_Monti_def-4

il parere della Banca d’Italia(audizione parlamentare  Governatore Visco)

viscoaudizionedecretomonti_091211

 



Il modello logistico della Toscana

Il modello logistico della Toscana
La filiera logistica regionale fra vincoli locali e opportunità globali
Contributo al piano della mobilità

Copertina - Cover L’IRPET ha organizzato il convegno per la presentazione della ricerca sul modello logistico della Toscana.
Leonardo PICCINI dell’IRPET e Ilaria MARIOTTI di LabELT presentano le relazioni sul tema.

Intervengono membri della consulta del Ministero dei trasporti, esperti del tema, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria.
Introdurrà i lavori Patrizia LATTARULO.

toscanalogisticaComunicato stampa definitivo

toscanalogisticaInformativa_PRIIM

toscanalogisticaInternazionalizzazione

toscanalogisticaLogistica

toscanalogisticaPresentazione Fra

toscanalogisticaPresentazione_Mariotti

toscanalogisticarelazionePiccini



14/12/2011 – (ITALY) – L’EQUITA’ RINVIATA
14 dicembre 2011, 23:19
Filed under: DIARIO

Continuano le baruffe slla finanziaria di Monti tra quelli che devono pagare o sono interessati alle pensioni.

A saldi “zero” la baruffa non sfiora chi ha importanti patrimoni (è il PDL della “equità” che argina qualsiasi tentativo in questo senso!), non sfiora chi non ha niente o ha poco (non sembrano esserci solerti difensori degli esclusi…), non difende il cuore dei “garantiti” e delle “garantite” (nonostante gli scioperi di nuovo unitari dopo l’esclisse dell’unità sotto Berlusconi e le proposte del PD),

Vedremo le altre puntate delle lunghe manovre necessarie affinche’ gli Italiani (e gli Europei) e l’Italia (e l’Europa) potranno essere salvati e potranno essere ricostruiti…..nel frattempo anche lo sviluppo è rinviato (dove mai sono le risorse per rilanciare formazione, ricerca ed economia?), e di riforme a tutto tondo nemmeno l’ombra (a partire da quella degli ammortizzatori sociali e del reddito di garanzia alias sussidio di povertà’)..

Si dice che il governo abbia fatto il possibile (in realtà in pochissimi giorni di vita!), ma in molti parlano male del governo, in molti male dei partiti della maggioranza, in molti male di tutti e semplicemente di chi attenta al proprio borsellino, in molti poi si sono di nuovi tranquillizzati dopo il fiero motto sviluppo&equità coniato da napolitano-monti mentre la casta resiste nei suoi fortini pur silenziosa e attònita, e gli esclusi possono solo indignarsi (ma non è detto che lo facciano sentire!).




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